COME NASCE LA FESTA DEL “GRAZIE” NELLA FAMIGLIA SALESIANA

COME NASCE LA FESTA DEL “GRAZIE” NELLA FAMIGLIA SALESIANA

Siamo nel 1849. Carlo Gastini e Giuseppe Buzzetti hanno una felice idea e in segreto per vari mesi lavorano per realizzarla. Comprano due cuori d’argento risparmiando sul cibo e conservando gelosamente le loro piccole mance. Vogliano fare un’autentica sorpresa. E ci riescono. La stanza di Don Bosco è vicina a quella dei giovani. È la vigilia di san Giovanni. A sera quando tutti i compagni sono già a letto, vanno a bussare alla porta di Don Bosco. Nonostante l’ora, molto tarda, Don Bosco li fa entrare. La sua commozione e la sua meraviglia nel vedersi presentare i due cuori d’argento e nell’udire le poche ma cordiali parole di augurio è tanta…
Gli anni successivi si costituisce una commissione di giovani interni ed esterni per organizzare la sua festa. E con le offerte comprano un dono per don Bosco che regolarmente portano alla sera della vigilia della festa nella sua cameretta.
Col tempo la festa andò acquistando un volto solenne per i doni, le lettere individuali di ringraziamento, per le promesse, le richieste di consiglio, per i componimenti tutti carichi di affetto, per i canti preparati con parole e musica appositi.
Da allora in tutte le Case dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice del mondo si fa la testa del “grazie”.
E anche nella nostra casa, ogni anno si rinnova la tradizione della festa del GRAZIE!
Oggi 7 giugno, gli alunni della primaria, guidati dalla creatività delle insegnanti, ci hanno emozionato e fatto toccare con mano la bellezza del sentirsi parte di una scuola dove “non sei un numero o un nome e un cognome perché ovunque ti circondano persone che si prendono cura di te”.
Allora il grazie diventa reciproco perché nei sorrisi di questi alunni ogni anno si ripete il miracolo: ogni fatica è ripagata dalla gioia di sentirsi parte della grande famiglia salesiana. Molti spiccano il volo non senza nostalgia, ma con la certezza di avere molto da donare perché molto si è ricevuto!